martedì 30 novembre 2021
CAR POOLING E CAR SHARING: IL TRASPORTO DIVENTA SOSTENIBILE di Alessandra Schiavone
mercoledì 17 novembre 2021
COPENAGHEN: UN INCENERITORE AMICO DELLA CITTA' di Alissa Mastrolonardo
Inoltre l'impianto è stato riconosciuto come uno dei migliori in Europa per efficienza energetica, attenzione per l'ambiente, capacità di trattamento dei rifiuti. Purtroppo però l'inceneritore di Copenaghen non immetterà nell'aria solo vapore acqueo: seppur ottimizzate le emissioni conterranno comunque ammoniaca, ossido di azoto, monossido di carbonio e carbonio organico.
domenica 11 luglio 2021
SOPRAVVIVERE AL DESERTO: COOBER PEDY. La città sotterranea nel deserto australiano di Grace di Pasquale
Inoltre vi sono musei sotterranei, negozi, una galleria d’arte e, naturalmente, le miniere d’opale. Di notevole importanza simbolica, infine, è l’unico albero della città. La città sotterranea ha iniziato a prendere vita a seguito del completamento della ferrovia che ha permesso a muratori e soldati di insediarsi in questo posto dalle condizioni di vita durissime, creando dei rifugi nel sottosuolo, primo nucleo delle odierne abitazioni sotterranee, che prevedevano anche dei serbatoi d’acqua per il sostentamento.
Le case sotterranee di Coober Pedy non hanno assolutamente l’aspetto di case cavernicole e primitive, scavate nella collina: l’accesso in genere avviene a livello strada e la casa si estende, generalmente, in orizzontale al di sotto della collina che la accoglie; in alcuni casi ampliamenti parziali avvengono anche sotto il livello strada oppure all’esterno, circondati da giardini, pieni di piante grasse e contenitori di acqua.
GLI ALBERI PIU’ STRANI DEL MONDO di Alessio Ryan Pagniello

L'albero della vita, noto anche come "The tree of life", rappresenta uno straordinario esempio di sopravvivenza in zone avverse. E' un esemplare di Prosopis cinerarium alto 9, 75 metri ed è situato presso Jebel Dukan, nel Bahrain, in una zona desertica e priva di vegetazione. E' qui che svetta quest'albero straordinario che troneggia nel deserto da ben 400 anni nonostante al momento non vi siano sorgenti d'acqua dalle quali le sue radici possano attingere nutrimento.
L'Eucalipto arcobaleno è famoso per lo straordinario colore del suo tronco che è multicolore e non del canonico marrone. Il suo nome latino è Eucalyptus Deglupta, ma è conosciuto come albero della gomma arcobaleno. E' diffuso nelle Filippine, in Nuova Guinea e nelle foreste pluviali del sud est Asiatico. Può raggiungere i 70 metri di altezza e il suo tronco in età giovanile presenta un fusto di colore chiaro e omogeneo. Raggiunge il suo massimo splendore solo col passare del tempo quando la corteccia si fessura e assume venature colorate nei toni del blu, del viola, del rosa, del marrone, del grigio, del giallo, del rosso e del marrone che creano intersecandosi, effetti cromatici unici.
Lo Wawona Tree oggi non esiste più. Era una gigantesca sequoia alta 69 metri, che si trovava nello Yosemite national park in California. Si trattava di un albero che attraeva moltissimi turisti a causa di una voragine apertasi alla sua base in seguito ad un incendio ed attraverso cui era possibile passare con la propria automobile. Nel 1969 non riuscì a resistere al peso di una fortissima nevicata quando aveva raggiunto i 2300 anni di vita.
Methuselah è considerato l'albero più antico del mondo. La sua età è stata stimata a 4841 anni. E' situato sulle White Mountains, in California, all'interno della Inyo National Forest.La sua collocazione esatta è però mantenuta segreta per proteggerlo dall'afflusso dei turisti che potrebbero danneggiarlo. Si tratta di un pino dai coni setolosi della specie Pinus Longaeva. Un esemplare ancora più vecchio, chiamato Prometeo, aveva 4844 quando fu abbattuto nel 1964. Nella stessa zona esiste anche un esemplare morto di pino bristlecone,che è ancora in piedi grazie alla sua resina. Si stima abbia vissuto circa 10.000 anni.
Il basket tree è un albero sicuramente bizzarro: la conformazione del suo tronco però non è opera di Madre Natura, ma della mano dell'uomo. L'agricoltore statunitense Axel Erlandson si divertiva a dare vita ad alberi dalle forme particolari. Il Basket tree può essere considerato un albero scultura nato da sei diverse piante di sicomoro intrecciate sapientemente assieme.
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L'adansonia digitata o baobab del Madagascar è una specie endemica della grande isola africana. Sono alberi che hanno imparato ad adattarsi ad ambienti ostili e aridi. Il tronco, povero di fibra legnosa riesce ad impregnarsi e immagazzinare acqua. Ogni albero può contenerne fino a 300 litri, riuscendo così a sopravvivere a grandi periodi di siccità. Sono alberi longevi, che possono vivere oltre i 500 anni.

Infine il Cipresso di Montezuma è un particolare tipo di cipresso che si trova nelle vicinanze della città di Aoxaca, in Messico. E' l'albero che ha il più grande diametro al mondo con i suoi 11 metri. Appartiene alla famiglia dellle Cupressacee e si stima che abbia un'età compresa tra i 1200 e i 3 mila anni. Dal 2001 si trova sotto la tutela dell'UNESCO.

sabato 10 luglio 2021
GREAT GREEN WALL IN AFRICA di Grace Di Pasquale
La Grande Muraglia verde in Africa sarà un prolungato corridoio verde, lungo 8 mila Km e largo 15 km. Questo progetto è stato proposto nel 2005 dall’ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo ed ha l’ambizione di far crescere una muraglia naturale lungo tutta la larghezza del continente Nero. Undici i Paesi coinvolti: Senegal, Gibuti, Eritrea, Etiopia, Sudan, Ciad, Niger, Nigeria, Mali, Gibuti, Burkina Faso e Mauritania. Molti di questi Paesi fanno parte del Sahel, la zona a Sud del deserto del Sahara che sta vivendo negli ultimi anni grandi problemi dovuti ai cambiamenti climatici, alla siccità e un massiccio impoverimento del suolo. Tale progetto mira a ripristinare circa 100 milioni di ettari di terra degradata, catturate notevoli quantità di CO2 e creare 10 milioni di posti di lavoro entro il 2030, grazie a finanziamenti internazionali. I lavori sono iniziati nel 2008 e si stima che circa il 18% del muro sia stato completato. Ripristinare il suolo delle aree degradate, renderle resilienti e incrementare la resa agricola significherebbe contribuire al benessere economico e alla sicurezza alimentare delle popolazioni di questi stati. Il finanziamento sinora erogato, che rappresenta oltre il 30% dei 33 miliardi di dollari necessari per raggiungere il traguardo, mira a portare le iniziative di sviluppo rurale in una regione devastata dagli effetti combinati di siccità, povertà e insicurezza alimentare. La Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD) faciliterà le discussioni sull'allocazione delle risorse e darà seguito agli impegni dei donatori, tra cui la Banca africana di sviluppo (6,5 miliardi di dollari), la Banca mondiale (5 miliardi di dollari) e la Commissione europea (2,5 miliardi di dollari ). Il Muro promette di essere una soluzione convincente alle numerose minacce urgenti non solo per il continente africano, ma per l'intera comunità globale, in particolare il cambiamento climatico, la siccità, la carestia, i conflitti e le migrazioni.
Una volta completata, la Grande Muraglia
Verde sarà la più grande struttura vivente del pianeta, 3 volte più grande
della Grande Barriera Corallina. Dalla nascita dell'iniziativa nel 2007, la vita ha iniziato a tornare
alla terra, portando maggiore sicurezza alimentare, posti di lavoro e stabilità
nella vita delle persone.
lunedì 5 luglio 2021
DA MILANO A ROMA IN MONOPATTINO ELETTRICO: LA GRANDE IMPRESA DELLO YOUTUBER JAKIDALE di Giuseppe Santoro
CI STIAMO GIOCANDO IL CERVELLO di Stefano Provenza
Bambini e ragazzi trascorrono davanti ai monitor più del doppio del tempo che passano a scuola e le conseguenze, purtroppo, si vedono nell’incremento dei disturbi dell’apprendimento, dello stress, di patologie depressive, della predisposizione alla violenza. Nell’ambito della neurobiologia una delle scoperte fondamentali è che il cervello si modifica in maniera permanente attraverso l’utilizzo del cellulare. Oggi è possibile rilevare le dimensioni e l’attività di intere regioni dell’encefalo e mostrare gli effetti neuronali dei processi cognitivi. L’unica cosa che il cervello non può fare è non imparare per cui il tempo trascorso con i media digitali lasciano tracce profonde. Ad esempio, l’impatto della televisione sulla nostra psiche è così profondo che può influenzare i nostri sogni. Nel 2008, uno studio condotto in Scozia ha scoperto che gli adulti di età media che erano cresciuti in una famiglia con un televisore in bianco e nero tendevano a sognare in bianco e nero, mentre i giovani con le televisioni a colori quasi sempre a colori. Questa situazione è andata sempre di più a degenerare con lo sviluppo dei videogiochi in più piattaforme, infatti, i videogiochi stanno diventando sempre più usati anche dagli adulti, l’età media dei giocatori è aumentata ed è stimata intorno ai 35 anni, molti giocatori giocano su computer o consolle, ma ne è emersa una nuova tipologia, ovvero quelli casuali, che giocano su smartphone e tablet in momenti vuoti della loro giornata, come il loro viaggio per raggiungere scuole/lavoro di mattina. I videogames sono una forma sempre più comune di intrattenimento, e diversi studi evidenziano che tale forma di svago ha un effetto sul cervello e sul comportamento.
L’ uso di videogiochi influenza la nostra attenzione e alcuni studi hanno rivelato che i giocatori mostrano miglioramenti in diversi tipi di attenzione, come ad esempio nell’attenzione selettiva. In particolare, sembrerebbe che le regioni del cervello coinvolte nell’attenzione lavorano in modo più efficace nei giocatori di videogames e richiedono una minore quota di attivazione per sostenere l’attenzione nei compiti impegnativi.Ci sono anche evidenze secondo cui i videogiochi possono aumentare la dimensione e l’efficienza delle regioni del cervello implicate nelle competenze visuospaziali.
IL COMMERCIO DI COLTAN di Francesca Landini
PERCHE' IL COLTAN E' COSI' IMPORTANTE? Il coltan è un minerale composto da columbite e tantalite e si presenta sotto forma di ...
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