mercoledì 3 giugno 2026

ITALIA: UNO SPLENDIDO STIVALE INGABBIATO IN UN MARE DI PLASTICA di Luca MastrolonardoL'

La penisola italiana possiede quasi ottomila km di coste. Per la loro lunghezza ed esposizione le nostre coste disegnano un paesaggio diversificato e spesso bellissimo, purtroppo però sono anche estremamente soggette all'inquinamento da plastica. Su ogni chilometro di costa sabbiosa si trovano circa 5 kg di rifiuti.

Tra i mari italiani il più inquinato è il mar Adriatico a causa della sua conformazione chiusa e dei numerosi fiumi che vi sfociano. Esso soffre inoltre di un'elevata pressione antropica dovute alla pesca intensiva, ad attività turistiche, alla presenza di porti commerciali e agli scarichi fluviali. 





L'Italia è anche il maggior produttore di materiali plastici di tutto il bacino del Mediterraneo ed il secondo per quantità di plastica nei mari. Una volta finita in acqua, la plastica rimane in superficie e si sposta, trasportata dai venti e dalle correnti fino a raggiungere le coste. E' importante pertanto raccogliere e riciclare correttamente la plastica, al fine di evitare che questa finisca in mare.  Secondo il rapporto del WWF "Fermiamo l'inquinamento da plastica", riguardo ai dati del 2022,  il riciclo in Italia ha evitato che ben 750.000 tonnellate di CO2 venissero rilasciate nell'atmosfera. 

Oggi l'inquinamento da plastica rappresenta oltre l'80% dei rifiuti che si trovano lungo le nostre coste, è stata calcolata dagli esperti una media di 780 rifiuti ogni 100 metri! I rifiuti più comuni che possiamo trovare sulle nostre spiagge sono soprattutto mozziconi di sigaretta, bastoncini per la pulizia delle orecchie, frammenti di plastica di vario genere, tappi e coperchi, polistirolo e oggetti legati alla pesca. Questi oggetti arrivano sulle nostre spiagge soprattutto a causa dei rifiuti domestici o industriali  abbandonati, che finiscono nei fiumi e quindi in mare o a causa dell'alta densità antropica nei mesi estivi che accelera l'uso e l'abbandono di prodotti usa e getta. L'impatto sull'ambiente non è solo estetico: i frammenti di plastica più piccoli, spesso invisibili ad occhio nudo, possono essere ingeriti dalla fauna marina, con ripercussioni anche sulla salute umana.


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