giovedì 4 giugno 2026

IL COMMERCIO DI COLTAN di Francesca Landini

 PERCHE' IL COLTAN E' COSI' IMPORTANTE?

Il coltan è un minerale composto da columbite e tantalite e si presenta sotto forma di rocce friabili di colore scuro. Dal coltan si ricava il tantalio, un metallo utilizzato per produrre condensatori di piccolissime dimensioni che si trovano in cellulari, tablet, computer, console, macchine fotografiche , telecamere e automobili. Inoltre, viene usato anche nei chip degli apparecchi hi-tech per diminuire il consumo di corrente elettrica e allungare la durata delle batterie. Per questo motivo ha un’enorme importanza economica , perché è usato abbondantemente  dalle grandi aziende di tecnologia e anche dalle industrie aereospaziali e degli armamenti di Europa, Stati Uniti e Asia.




DA DOVE VIENE IL COLTAN?

Il coltan è molto raro, quasi impossibile da trovare e se si trova è presente solo in determinati Paesi: l’80% viene estratto nella Repubblica del Congo. La zona più ricca di risorse è la regione del Kivu, a est, molto distante dalla Capitale Kinshasa e isolata. La Repubblica Democratica del Congo è grande otto volte l’Italia affronta un’assurdità cioè quella di essere uno dei Paesi più ricchi del mondo per le sue risorse minerarie e geologiche, ma anche uno dei più poveri per le condizioni di vita della popolazione. Il coltan, per esempio, arricchisce le multinazionali straniere e le bande armate locali che gestiscono le miniere e le bande armate locali. 

QUALI SONO I COSTI UMANI DEL COLTAN ?

Per prelevare il coltan uomini, donne e anche bambini lavorano dall’alba fino al tramonto per pochi dollari e vivono in condizioni pessime e di estrema povertà, senza servizi igienici e alcuna assistenza medica. Sono alla mercé delle bande armate che controllano il business del coltan.

Questi “signori di guerra” sono diventati principali destinatori delle multinazionali: si arricchiscono sfruttando la vita di minatori e si fanno la guerra tra loro per assicurarsi la gestione e il controllo delle miniere, usando migliaia di bambini come combattenti.

Inoltre il controllo delle miniere è spesso al centro di gravi tensioni o conflitti armati. Molto spesso il commercio illegale del coltan serve proprio ad alimentare e finanziare gruppi paramilitari e milizie locali.


Altra problematica non meno importante sono proprio i costi umani legati all'estrazione di questo minerale radioattivo. Recentemente Medici senza Frontiere ha nesso in risalto diversi aspetti negativi legati all'estrazione. Molti uomini arrivano a morire di fatica o soffrono di malattie che l'estrazione di tale minerale comporta: aumento del rischio di cancro, problemi di compromissione del cuore, cervello, vasi sanguigni e cute. Oltre a ciò sopravvengono malattie a carico dell'apparato linfatico, delle cellule ematiche e dell'apparato digerente, senza contare i difetti genetici nella prole.


IL RICICLO POTREBBE ESSERE UNA SOLUZIONE?

L’estrazione del coltan provoca la devastazione dell’ambiente , la deforestazione e la perdita del loro habitat per scimpanzé e gorilla.

Per ostacolare questi fenomeni, il Jane Goodall Institute ha emanato una campagna: riciclando questo minerale prezioso si può salvare un bambino, uno scimpanzé, un albero. Per partecipare basta portare i dispositivi elettronici che non utilizzano più, anche rotti, nei centri di raccolta, che li inviano a ditte internazionali certificate per l’eliminazione e il recupero di metalli. Dagli apparecchi vengono recuperati minerali come il tantalio, che può essere riutilizzato diminuendo così i ritmi di estrazione delle miniere.

Un'altra soluzione è acquistare telefoni che non contengono Coltan, sono poche ma ci sono!






        

ACQUA POTABILE NEL DESERTO: I MAXI IMPIANTI IDRICI DELLA PENISOLA ARABICA di Francesca Landini


 Dall’acqua potabile per le grandi città alla neve per i Giochi Invernali a Trojena, fino alle piste sciistiche in pieno deserto a Dubai, i Paesi del golfo Persico crescono e provano a sfidare le siccità investendo in dighe, impianti per la desalinizzazione e altre maxi infrastrutture.

Nel mondo oggi esistono circa 16.000 impianti di desalinizzazione attivi, un’importante infrastruttura idrica al servizio della popolazione. La maggior parte dei 177 impianti per la desalinizzazione dell'acqua marina attivi nel mondo, si trova nei Paesi del Medio Oriente (Emirati Arabi, Oman; Arabia Saudita), ma ve ne sono anche in Spagna, in Italia (soprattutto nelle isole come l'Isola d'Elba), in Australia e nelle Americhe. Grazie a tali impianti, ogni giorno vengono generati oltre 95 milioni di metri cubi di acqua dolce.


È affascinante vedere come un'intuizione nata più di duemila anni fa con Aristotele e coltivata dal genio di Leonardo da Vinci sia diventata oggi una colonna portante della sopravvivenza e dell'economia globale.

La desalinizzazione oggi non è più una tecnologia di nicchia, ma una vera e propria infrastruttura strategica per contrastare la crisi idrica mondiale.

Per approfondire e comprendere meglio come funzionano e dove si collocano questi giganti della tecnologia idrica, possiamo analizzare i punti chiave del fenomeno. 

Le Tecnologie Dietro il Miracolo dell'Acqua Dolce.

Sebbene il principio base ricordi la distillazione osservata da Aristotele, gli impianti moderni come quelli di Jebel Ali o Shoaiba III utilizzano principalmente due macro-tecnologie per separare il sale dall'acqua su scala industriale:

-Desalinizzazione Termica (MSF / MED): Sfrutta il calore per far evaporare l'acqua di mare e poi condensarla, lasciando i sali sul fondo.

 È storicamente diffusa nei paesi del Golfo Persico (come l'impianto di Jebel Ali) perché spesso integrata con le centrali termoelettriche che forniscono calore a basso costo.

-Osmosi Inversa (RO - Reverse Osmosis): È la tecnologia oggi più diffusa e in forte crescita. Consiste nello spingere l'acqua di mare ad altissima pressione attraverso membrane semipermeabili che trattengono il sale e lasciano passare solo l'acqua dolce.

 Consuma meno energia rispetto ai processi termici.

I Numeri della Desalinizzazione nel Mondo dati mostrano un'infrastruttura globale monumentale, guidata principalmente dalle nazioni desertiche ma in rapida espansione anche in Occidente a causa dei cambiamenti climatici:

Nonostante la desalinizzazione sia una soluzione salvavita, il settore sta affrontando importanti evoluzioni per mitigare due grandi sfide ambientali:

1) Il consumo energetico: Alimentare le pompe ad alta pressione o i sistemi termici richiede molta energia. Per questo motivo, i nuovi impianti vengono sempre più spesso progettati per essere alimentati da fonti energetiche rinnovabili (come grandi parchi solari fotovoltaici).

2) La salamoia (Brine): Il processo di scarto produce un'acqua ad altissima concentrazione di sale. Le moderne tecnologie di scarico utilizzano diffusori subacquei per disperderla rapidamente nelle correnti marine, evitando danni agli ecosistemi locali, oppure estraggono dalla salamoia minerali utili per l'industria chimica (approccio Zero Liquid Discharge).


mercoledì 3 giugno 2026

ITALIA: UNO SPLENDIDO STIVALE INGABBIATO IN UN MARE DI PLASTICA di Luca MastrolonardoL'

La penisola italiana possiede quasi ottomila km di coste. Per la loro lunghezza ed esposizione le nostre coste disegnano un paesaggio diversificato e spesso bellissimo, purtroppo però sono anche estremamente soggette all'inquinamento da plastica. Su ogni chilometro di costa sabbiosa si trovano circa 5 kg di rifiuti.

Tra i mari italiani il più inquinato è il mar Adriatico a causa della sua conformazione chiusa e dei numerosi fiumi che vi sfociano. Esso soffre inoltre di un'elevata pressione antropica dovute alla pesca intensiva, ad attività turistiche, alla presenza di porti commerciali e agli scarichi fluviali. 





L'Italia è anche il maggior produttore di materiali plastici di tutto il bacino del Mediterraneo ed il secondo per quantità di plastica nei mari. Una volta finita in acqua, la plastica rimane in superficie e si sposta, trasportata dai venti e dalle correnti fino a raggiungere le coste. E' importante pertanto raccogliere e riciclare correttamente la plastica, al fine di evitare che questa finisca in mare.  Secondo il rapporto del WWF "Fermiamo l'inquinamento da plastica", riguardo ai dati del 2022,  il riciclo in Italia ha evitato che ben 750.000 tonnellate di CO2 venissero rilasciate nell'atmosfera. 

Oggi l'inquinamento da plastica rappresenta oltre l'80% dei rifiuti che si trovano lungo le nostre coste, è stata calcolata dagli esperti una media di 780 rifiuti ogni 100 metri! I rifiuti più comuni che possiamo trovare sulle nostre spiagge sono soprattutto mozziconi di sigaretta, bastoncini per la pulizia delle orecchie, frammenti di plastica di vario genere, tappi e coperchi, polistirolo e oggetti legati alla pesca. Questi oggetti arrivano sulle nostre spiagge soprattutto a causa dei rifiuti domestici o industriali  abbandonati, che finiscono nei fiumi e quindi in mare o a causa dell'alta densità antropica nei mesi estivi che accelera l'uso e l'abbandono di prodotti usa e getta. L'impatto sull'ambiente non è solo estetico: i frammenti di plastica più piccoli, spesso invisibili ad occhio nudo, possono essere ingeriti dalla fauna marina, con ripercussioni anche sulla salute umana.


ACQUA E RELIGIONE, SIGNIFICATO, RITI E SIMBOLI di Cristina Macina, Diletta Mastrolonardo e Annachiara Trombacco


  

 Da tempo immemore l'acqua è vista come elemento purificatore in tutto il mondo, simboleggiando sovente sia la vita che la morte. E' un simbolo di vita, rinascita, purificazione e molte religioni ne utilizzano la simbologia: l'uomo infatti ne utilizza la purezza per avvicinarsi al sacro. In molte fedi incarna il principio femminile ed è legato alla fertilità. In altre rappresenta la forza e la mascolinità. Sorgenti, fiumi, oceani e pioggia sono legati a leggende misteriose.  Le simbologie e le allegorie degli antichi riti legati all'acqua si ritrovano oggi nelle grandi religioni.



Nel Cristianesimo l'acqua ha un ruolo centrale, legato al Battesimo e ai sacramenti più importanti. Rappresenta la nascita e la purificazione, infatti entrando nelle chiese cattoliche ci si bagna con l'acqua benedetta per farsi il segno della croce.  Molti sono i passi fondamentali della Bibbia legati a tale elemento, dal Battesimo di Cristo, al diluvio universale, al mar Rosso che si apre di fronte a Mosè, in fuga dagli egizi. Nei vangeli molti aspetti della vita di Gesù sono congiunti ai miracoli e sono legati all'acqua: dalle nozze di Cana alla pesca miracolosa.

Nella religione cristiana inoltre molti edifici sacri sorgono nei pressi di fiumi o corsi d'acqua o su sorgenti sotterranee. Ne sono un esempio la chiesa della Madonna della neve a Santa Fiora, in Toscana, che sorge proprio sul grande vascone della Peschiera, o il Santuario della Madonna dell'acqua, a Cascina, nei pressi di Pisa o l'Abbazia delle tre fontane a Roma. Molte le leggende legate a tali luoghi di culto. Ad esempio nella Abbazia di Roma appena citata, formata da tre diverse chiese,  si narra sia stato decapitato san Paolo: la sua testa rotolando avrebbe fatto sgorgare tre sorgenti. Un altro esempio è la chiesa di san Vittorino a Rieti, nota anche come "chiesa sommersa", che è sprofondata a causa di una falda acquifera sotterranea  o infine il santuario di Sant'Anna a Vinadio, a 2000 metri di altitudine famoso per la purezza delle sue acque che i fedeli ritenevano fossero miracolose.


Anche per gli ebrei l'acqua riveste un ruolo fondamentale: essa è infatti ritenuta indispensabile nei rituali di abluzione previsti dalla legge ebraica. Il tevilah rappresenta ad esempio l'immersione totale nell'acqua del mare o di un fiume, come purificazione del corpo, o il lavaggio  delle mani prima di molti momenti della giornata: appena alzati, prima di dormire o prima di pregare.  Tra le abluzioni più importanti vi è il netilat yadaymin, un lavaggio delle mani da effettuare prima di toccare il pane. Ogni lavaggio è accompagnato da benedizioni e preghiere. In alcuni casi si può essere scomunicati se si trasgredisce ad alcune abluzioni.



Anche nella religione islamica l'acqua è strettamente legata al principio di purezza e, di conseguenza alla misericordia di Allah e alla sua potenza divina. Essa torna in molte parti del Corano, sotto forma di fiume sacro, di oasi o di pozzi o fonti. Un versetto del libro sacro infatti recita "Dio ha creato tutti gli esseri viventi a partire dall'acqua" (XXIV, 45). Ancora oggi è importantissimo elemento di molti rituali islamici: molte moschee possiedono infatti una grande vasca per le abluzioni rituali, affinché i fedeli possano purificarsi prima di accedere nel luogo sacro. Inoltre i musulmani pregano cinque volte al giorno; prima di ogni preghiera devono lavarsi mani e piedi e lo fanno con la mano sinistra, secondo gli insegnamenti del profeta Maometto, perché la mano destra è destinata a toccare ciò che è pulito.





Nel Buddismo l'acqua rappresenta la tranquillità, la purezza e la chiarezza. Il Capodanno dei buddisti viene chiamato anche "festa dell'Acqua"; nell'occasione gli anziani ricevono offerte consistenti in ciotole d'acqua e doni di varia natura, contraccambiando con quattro grazie e l'augurio di una lunga vita, un bell'aspetto, energia e tranquillità. Durante questo giorno vengono ingaggiate delle vere e proprie battaglie dell'acqua dal simbolismo molto accentuato: l'auspicio di piogge abbondanti durante la stagione della semina del riso e soprattutto lavare simbolicamente la sporcizia accumulata durante il corso dell'anno appena trascorso. Ciotole d'acqua fresca vengono inoltre offerte alle statue del Buddha, di solito sette, che simboleggiano i sette stati della mente. L'acqua infatti è utilizzata spesso come metafora per simboleggiare i moti interiori: la mente torbida  è come acqua fangosa, che se lasciata immobile, può tornare trasparente e pura. Infine viene usata anche come strumento per la meditazione, che permette col suo fluire e la sua essenza di giungere alla concentrazione.

Nella religione Induista l'acqua è sacra, infatti i templi vengono costruiti a ridosso dei fiumi. L'acqua è un elemento associato al dio Vishnu, il detentore del "Dharma", ossia la legge, che viene definito l'abitatore delle acque.



Ancora oggi in India il rapporto tra acqua e culto è molto forte: il Gange è considerato un fiume sacro e i fedeli immergendosi nelle sue acque possono lavare via le loro colpe. Anche nell'Induismo sono presenti rituali legati all'acqua come offerte, preghiere, riti di guarigione e riti funebri. Dopo la cremazione di un defunto i suoi parenti si bagnano per far scorrere via il dolore e, dopo un periodo di tre giorni le ceneri dell'estinto vengono lasciate andare lungo il fiume. Tra i riti più rilevanti vi è il Sandhyopasana, una preghiera quotidiana dedicata all'acqua che consiste nel riempire una brocca con acqua, foglie di mango e noce di cocco. La brocca è considerato un oggetto sacro legato al dio della pioggia Varuna; per questo è utilizzata in diversi riti religiosi come il matrimonio in cui è protagonista di varie fasi simboleggiando la purezza dell'unione: dalla preparazione della sposa, al rituale della noce di cocco, offerta agli dei per ottenere prosperità, fino alla benedizione della casa degli sposi.




Lo Shintoismo, religione giapponese, è incentrato sul culto dei Kami, spiriti che abitano il mondo. In questa religione la natura è sacra ed anche l'acqua lo è. Essa viene usata per compiere diversi rituali di purificazione come il misogi, un bagno in acqua gelata, che procura fortuna e pace interiore. Anche la meditazione avviene spesso presso sorgenti o cascate, considerate luoghi sacri.




IL COMMERCIO DI COLTAN di Francesca Landini

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