martedì 5 maggio 2026

USCITA DIDATTICA PRESSO IL MUSEO DI STORIA NATURALE DI FOGGIA Di Michele De Luca, Giovanni Tuffor e Vito Cotoia Redazione di Panni




Lo scorso 19 marzo 2026 noi alunni della triclasse di Panni, con la classe prima D di Castelluccio dei Sauri della Scuola Secondaria di primo grado, abbiamo partecipato all’uscita didattica presso il Museo di Storia Naturale di Foggia, accompagnati dalle docenti Antonella Brienza, Rosaria Scopece, Mescia Donatella M. e Alessia Mannarino. Siamo partiti col pullman dal punto di ritrovo a Panni alle ore 8 e 30 e ci siamo diretti inizialmente a Castelluccio dei Sauri, dove si sono aggiunti a noi i ragazzi e le insegnanti della classe 1 D.








Una volta arrivati siamo stati accolti dalla guida Natalia Turbacci, naturalista e insegnante, che ci ha illustrato a grandi linee ciò che avremmo visitato ed imparato durante la mattinata. Il museo di Storia naturale di Foggia si compone di varie sezioni articolate principalmente in due macroaree: Evoluzione e Ambienti di Capitanata. Noi abbiamo visitato gli ambienti di Capitanata (zone umide, ambienti steppici, collinari e montani) ed alcune sezioni dell’area dedicata all’evoluzione come la sala del mare e la collezione malacologica Martucci. Siamo partiti dal visitare le sale dedicate agli ambienti di Capitanata. Abbiamo potuto vedere molte specie di uccelli impagliati, mammiferi ed altri animali. La guida ci ha rassicurati sul fatto che nessun animale sia stato ucciso, ma tutti gli animali presenti nel museo sono stati trovati già morti, ma in buone condizioni, e poi trattati con prodotti chimici per preservarne i corpi.





Tra i tanti animali che abbiamo potuto osservare ci ha colpiti molto il cavaliere d’Italia, che vive e nidifica nelle zone umide come le saline di Margherita di Savoia, un elegante uccello con lunghe zampe rosse, piumaggio bianco e nero e becco sottile. Abbiamo potuto toccare le zampe e il becco delle oche e di altri uccelli e vedere e toccare lo strano nido del pendolino, un uccello insettivoro. Il nido ha la forma di un sacchetto ed è composto da fibre vegetali intrecciate e tenute insieme da ragnatele. Spesso è appeso ai rami di salici o pioppi in vicinanza dell’acqua.



Abbiamo imparato la differenza tra testuggine palustre e terrestre e tartaruga, che invece vive in mare. Di questi animali abbiamo avuto modo di toccarne i carapaci vuoti. Pur appartenendo alla stessa famiglia, sono animali differenti. La testuggine vive in ambienti terrestri, ha zampe corte ed elefantiache, dotate di unghie robuste e il guscio è stondato, a cupola e pesante per proteggerla da attacchi di altri animali. Sono animali prevalentemente erbivori e possono vivere tra i 100 e i 200 anni. Le tartarughe marine invece hanno le pinne, mentre quelle di acqua dolce sono dotate di zampe palmate, Il loro guscio è piatto, aerodinamico e leggero, adatto per nuotare. Sono animali onnivori o carnivori. La durata della loro vita si aggira tra tra i 50 e gli 80 anni, in condizioni ideali però possono raggiungere i 100 anni.












Molto interessante la ricca collezione di uccelli che mostra moltissimi esemplari presenti in Capitanata nei diversi ambienti: montani, acquatici, steppici e collinari. Abbiamo osservato, tra gli altri, dai passeri al gufo reale, dal barbagianni al grifone, ormai scomparso in Italia, fino alla gallina prataiola, all'airone cinerino e al fenicottero rosa. Ci ha colpito molto la leggenda legata la nome del barbagianni, rapace notturno spesso associato al malaugurio, chiamato anche strega bianca. Si pensa che il suo nome significhi "zio (barba) Gianni (Giovanni)", identificato come un vecchio zio brontolone che russa molto, a causa del suo caratteristico verso.






Nelle sale marine del museo oltre a poter ammirare gli scheletri di alcuni piccoli  delfini che solcano i nostri mari come il grampo e la stenella, abbiamo potuto ascoltare la voce del mare attraverso delle docce acustiche.


Si tratta di dispositivi innovativi, installati all’interno del museo, in cui alcuni biologi marini dell’università di Trieste, hanno registrato i suoni emessi dalle specie acquatiche mediante un idrofono, cioè un sensore acustico capace di captare e registrare suoni e vibrazioni sott’acqua.









Infine abbiamo terminato la visita recandoci in una sala dedicata alla ricostruzione del cosiddetto squalo o mostro di Lesina: uno squalo elefante avvistato vicino Lesina, innocuo ma dall’aspetto spaventoso. Si nutre di plancton e può raggiungere i dieci metri di lunghezza e circa sei tonnellate di peso. Si tratta di una specie in via d’estinzione a causa della pesca indiscriminata.

























mercoledì 22 aprile 2026

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO: LE ALLUVIONI di Francesca Landini, Francesca Pia Sciaraffa, Annachiara Trombacco, Cristina Macina, Diletta Mastrolonardo

   


Le alluvioni sono fenomeni naturali che dipendono da piogge intense e prolungate in un certo territorio. L'acqua delle piogge fa aumentare la portata d'acqua di fiumi o torrenti che trascinano con sé ciottoli, rami o interi tronchi che fanno innalzare il livello del corso d'acqua che fuoriesce dal proprio letto, provocando danni a campi, coltivazioni, abitazioni, animali ed uomini.  Si pensa che l’aumento delle precipitazioni atmosferiche porterà sempre di più nel corso del tempo a esondazioni dei fiumi, mentre già oggi, brevi e intensi diluvi causano inondazioni pluviali e allagamenti di corpi idrici. Queste precipitazioni sono un disastro naturale comune in Europa, che insieme alle tempeste ha provocato vittime e sta causando perdite economiche. E' possibile che i cambiamenti climatici aumentino la frequenza delle inondazioni in tutta Europa nei prossimi anni. I temporali possono diventare più comuni e intensi a causa delle alte temperature. In alcune regioni tale rischio è più comune  all’inizio della primavera, o in autunno. Inoltre a causa del cambiamento climatico potrebbero diminuire anche le nevicate invernali.

Il cambiamento climatico aumenta il ciclo dell’acqua provocando piogge più brevi e violente che a loro volta causano frequenti inondazioni, inclusi i flash floods (alluvioni lampo) urbani e l’esondazione dei fiumi.

 

CAUSE PRINCIPALI: l’aumento delle temperature globali provoca il cambiamento dell’atmosfera rendendola più calda. A sua volta quest’ultima trattiene più umidità liberandola poi in eventi estremi.

 

TIPOLOGIE DI INONDAZIONI:

1.Inondazioni pluviali: nubifragi profondi che riempiono i sistemi di drenaggio urbano.

2.Inondazioni fluviali: esondazioni di fiumi e torrenti dovuti a lunghe piogge.

3.Inondazioni lampo (flash floods): eventi rapidi e distruttivi soprattutto in zone montuose o urbane.

 

FATTORI AGGRAVANTI

L’accavallamento di fattori antropici (cementificazione, impermeabilizzazione del suolo) a quelli climatici aggiunge maggiormente il rischio.

 

CONSEGUENZE

Problemi alle infrastrutture, inquinamento delle acque per il mal funzionamento dei sistemi fognari disgregazione del suolo e gravi problematiche per la popolazione.

 

 PREVISIONI

Entro il 2100 i sistemi instabili lenti potrebbero essere fino a 14 volte più frequenti in Europa incrementando il rischio di alluvioni.

 

 

INONDAZIONI E ALLAGAMENTI IN CAPITANATA

 

All’inizio dell’aprile 2026 le ultime piogge eccezionali hanno causato l’esondazione del fiume Cervaro in Capitanata trasformandolo in una forza distruttrice.

 

I DANNI PRINCIPALI

     Il borgo Incoronata, il posto più colpito, dove decine di famiglie sono state evacuate dai vigili del fuoco.

     L’agricoltura del nostro paese ha subito danni enormi. Migliaia di ettari di grano, ortaggi e vigneti sono attualmente ricoperti da fango.

     Infrastrutture e isolamenti: la zona dei Monti Dauni, in particolare l’area di Bovino è molto isolata a causa di frequenti frane che hanno reso le strade pericolose.


FIUME CERVARO BOVINO 

venerdì 21 novembre 2025

SEMI NEL VENTO: LA SCUOLA INCONTRA LA STORIA di ANNA MICHELA DI PASQUALE




L’istituto Omnicomprensivo dei Monti Dauni con il comune di Bovino, ha partecipato quest’anno a un progetto chiamato ‘’Semi nel vento’’ organizzato dall’organizzazione Mira, un’associazione che si occupa di creare percorsi educativi e creativi nelle scuole.  L’organizzazione,che ha sede a Foggia, ha lo scopo di far avvicinare e incuriosire con la storia e la scienza noi ragazzi. 


Il nostro primo incontro con l’archeologa Sara Stellacci è avvenuto il 7 Febbraio 2025. La studiosa ci ha fatto compiere un viaggio affascinante nella storia dell’evoluzione dell’uomo e ci ha avvicinati in maniera creativa e divertente alla pittura rupestre.  L'archeologa ha tirato fuori da alcune sacche molti libri illustrati sul tema dell’evoluzione dell’uomo, ma anche calchi in resina di crani di scimmie e di uomini durante il loro percorso evolutivo. La professoressa Stellacci ci ha spiegato come l’uomo si sia evoluto  dall’ australopiteco, comparso circa 6 milioni di anni fa,  all’Homo abilis, vissuto 3 milioni di anni fa, passando dall’homo erectus  fino ai sapiens, comparsi sulla Terra circa 180.000 anni or sono, incontrando i loro “cugini” Neanderthal con i quali si sono, probabilmente uniti.    La studiosa ci ha poi introdotti nel meraviglioso mondo della prima arte rupestre e ci ha mostrato le immagini delle scene di caccia lasciate dagli uomini primitivi in molte caverne, testimonianze preziose di un mondo antico.  A quel punto ha consegnato ad ognuno di noi un foglio di carta ed un carboncino e ci ha invitati a disegnare un cavallo, usando come modello quello dello stesso animale trovato nella grotta di Lascaux, in Francia. Quindi ci ha consegnato dell’ocra rossa e gialla e ci ha invitati a completare i nostri dipinti rupestri. E’ stato divertente sporcarci e cimentarci con questo tipo di opera e confrontare i nostri disegni. 






Il nostro secondo incontro è avvenuto il 7 Marzo. Durante l’incontro la dottoressa Stellacci ci ha illustrato la storia del cotone e della tessitura con il telaio. Anche in questa occasione la parte più divertente è stata quella pratica: l’archeologa ha consegnato ad ognuno di noi un piccolo telaio di legno ed un gomitoletto di lana colorata, legato ad una spoletta di legno. Quindi ci ha spiegato come utilizzarlo per far sì che ognuno di noi potesse realizzare un braccialetto. 




Il lavoro che all’inizio sembrava difficile,  una volta capito il procedimento è stato invece molto facile, oltre che piacevole.  Alcuni di noi si sono appassionati così tanto a questa attività, che hanno deciso di acquistare un piccolo telaio per cimentarsi ancora con questa piacevole occupazione.  



IL GIORNO DELLA MEMORIA: CELEBRANDO I GIUSTI CLASSI 3^A E 3^B






 DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE IL TERMINE “GIUSTO TRA LE NAZIONI” È STATO USATO PER RICORDARE I NON EBREI CHE HANNO SALVATO DAL GENOCIDIO NAZISTA ANCHE UN SOLO EBREO. SI TRATTA DI VERI E PROPRI EROI CHE HANNO MESSO A REPENTAGLIO LA LORO STESSA VITA PER SALVARE DELLE PERSONE, SENZA ALCUN INTERESSE PERSONALE. PER IL GIORNO DELLA MEMORIA, NELLE CLASSI 3^A E 3^B CON LA PROFESSORESSA ANNAMARIA GESUALDI, ABBIAMO COSTRUITO DEI CARTELLONI, ISPIRATI AL GIARDINO DEI GIUSTI, PER CELEBRARE QUESTA GIORNATA, RICORDANDO LE PERSONE CHE HANNO FATTO QUALCOSA DI IMPORTANTE PER AIUTARE GLI EBREI RISCHIANDO LA LORO STESSA VITA. ABBIAMO DISEGNATO DELLE SAGOME DI ALBERI SU FOGLI DI CARTA FORMATO A4 E SU OGNUNA DI ESSE ABBIAMO SCRITTO BREVEMENTE LA STORIA DELL’EROE CHE CI È STATO ASSEGNATO. SUCCESSIVAMENTE ABBIAMO PREPARATO E DIPINTO DUE GRANDI STRISCIONI SOTTO I QUALI ABBIAMO INCOLLATO I NOSTRI ALBERI DEI GIUSTI, PREPARATI IN PRECEDENZA.



TINA STROBOS, MEDICO E PSICHIATRA OLANDESE, CHE CON SUA MADRE E SUA NONNA SALVÒ OLTRE CENTO RIFUGIATI EBREI NASCONDENDOLI IN UNO SCOMPARTIMENTO SEGRETO DELLA SOFFITTA DI CASA SUA; CARLO ANGELA, MEDICO E ANTIFASCISTA ITALIANO, PADRE DEL CELEBRE PIERO, CHE FALSIFICÒ LE CARTELLE CLINICHE DI MOLTI EBREI PER GIUSTIFICARNE IL RICOVERO NELLA CLINICA DI MALATTIE MENTALI DI SAN MAURIZIO CANAVESE, CHE DIRIGEVA; RACHELE AUERBACH, CHE CI HA LASCIATO PREZIOSE TESTIMONIANZE SULLA VITA NEL GHETTO DI VARSAVIA; GIORGIO PERLASCA, CHE NEL 1944 FINGENDOSI UN CONSOLE SPAGNOLO SALVÒ PIÙ DI 5000 EBREI UNGHERESI DALLA DEPORTAZIONE; OSKAR SCHINDLER, IMPRENDITORE TEDESCO CHE RIUSCÌ A EVITARE LA DEPORTAZIONE DI OLTRE MILLE EBREI COL PRETESTO DI UTILIZZARLI COME OPERAI NELLA SUA FABBRICA DI UTENSILI, UTILI ALL’INDUSTRIA BELLICA; IRENA SENDLER, INFERMIERA E ASSISTENTE SOCIALE POLACCA CHE TROVÒ UN RIFUGIO FUORI DAL GHETTO PER OLTRE 2500 PICCOLI EBREI; GIOVANNI PALATUCCI, POLIZIOTTO ITALIANO MORTO NEL 1945 NEL CAMPO DI DACHAU PER AVER SALVATO CIRCA 5000 EBREI GRAZIE ALLA SUA POSIZIONE; MARCEL MARCEAU, MIMO FRANCESE, CHE ACCOMPAGNÒ CLANDESTINAMENTE DIVERSI BAMBINI EBREI IN SVIZZERA; DIETRICH BONHOEFFER, TEOLOGO TEDESCO CHE PARTECIPÒ ATTIVAMENTE ALLA RESISTENZA AL NAZISMO; JAN KARSKI, MILITARE POLACCO E MEMBRO DELLA RESISTENZA CHE CERCÒ INVANO DI AVVERTIRE LE GRANDI POTENZE DELLO STERMINIO CHE SI STAVA PERPETRANDO DA PARTE DEI TEDESCHI. INFINE ABBIAMO VOLUTO RICORDARE ANCHE L’ITALIANA LILIANA SEGRE, POLITICA E ATTIVISTA ITALIANA ANCORA IN VITA, SOPRAVVISSUTA ALL’OLOCAUSTO E TESTIMONE DELLA SHOAH E SALVO D'ACQUISTO, UN CARABINIERE VISSUTO DURANTE DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE CHE È DIVENTATO UNO DEI SIMBOLI DELLA RESISTENZA ITALIANA CONTRO L'OCCUPAZIONE NAZISTA. 




lunedì 3 novembre 2025

IL MUSEO DIOCESANO DI ANNA MICHELA DI PASQUALE

 


NELLE SALE DEL PALAZZO DUCALE È ALLESTITO IL MUSEO DIOCESANO CHE CONSERVA QUADRI, PARAMENTI SACRI DI PREGEVOLE FATTURA, ESPRESSIONE DELLA FEDE, DELLA DEVOZIONE E DELLA RICCHEZZA ARTISTICA DEL NOSTRO PAESE. IL MUSEO NASCE NEL 1999 PER VOLERE E INIZIATIVA DEL MONSIGNOR GIUSEPPE CASALE, ALLO SCOPO DI IMPEDIRE LA DILAPIDAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE DELLA DIOCESI. VENNE CHIUSO NEL 2006 PER LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE E RIAPERTO NEL 2008 DA MONS. FRANCESCO PIO TAMBURRINO, ARCIVESCOVO METROPOLITA DI FOGGIA-BOVINO. ALL’INTERNO DEL MUSEO SI POSSONO AMMIRARE IL TESORO DELLA CATTEDRALE, COL PREZIOSO BRACCIO RELIQUIARIO DI SAN MARCO D’ECA DEL XV SEC., L’OSTENSORIO REALIZZATO DA PIETRO VANNINI, DEL XV SECOLO, UN CALICE DEL XVII SECOLO, UN CROCIFISSO IN RAME DEL XIV-XV SECOLO, LA TELA DI SAN SEBASTIANO, SEC. XVII, ATTRIBUITA A MATTIA PRETI, LA TELA DELLA CROCIFISSIONE DI SAN PIETRO, DEL SEC. XVII. 



OLTRE A QUELLI CITATI, SONO MOLTI ALTRI I TESORI CONSERVATI NELLE SALE DEL CASTELLO. IL PERCORSO ESPOSITIVO SI CONCLUDE CON LA CAPPELLA GENTILIZIA IN CUI SI CONSERVA IL PREZIOSO RELIQUIARIO DELLA SACRA SPINA.





IL MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA DI ANTONIO ANGINO, ALESSANDRO BORGIA, VINCENZO CECERE, GIACOMO LOMBARDI E FRANCESCO SPANO

 IL MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA, SI TROVA ALL’INTERNO DELL’EX CONVENTO DEI CAPPUCCINI, NELLA VILLA COMUNALE ED È STATO INAUGURATO NEL 2012. IL MUSEO RACCOGLIE OLTRE 500 OGGETTI, CHE RIGUARDANO LE VARIE ATTIVITÀ DEL MONDO RURALE, COME L’AGRICOLTURA, L’ALLEVAMENTO, L’ARTIGIANATO, LA CASA. IL MUSEO VUOLE VALORIZZARE E TRAMANDARE LA MEMORIA E LA CULTURA DI UNA SOCIETÀ CONTADINA, .SI TRATTA DI UTENSILI, ARNESI, CONGEGNI E STRUMENTI DEL “VIVERE QUOTIDIANO” . IL MUSEO È COMPOSTO DA DIVERSE SEZIONI: SI PUÒ TROVARE UNA CAMERA ARREDATA CHE RICOSTRUISCE LA TIPICA CASA DEL CONTADINO (CUCINA, STANZA DA LETTO, DEPOSITO, ECC.) TRA LA FINE DELL’800 E GLI INIZI DEL ‘900. VI SONO SALE CHE ESPONGONO OGGETTI DI USO QUOTIDIANO COME QUADRI DEVOZIONALI, PENTOLAME IN RAME, BRACIERI, CESTI, ECC. CI SONO DUE LOCALI CHE MOSTRANO OGGETTI LEGATI ALLA VENDEMMIA, CON UNA PICCOLA CANTINA. C’È UNA SALA DEDICATA AI LAVORI DELLA TERRA: SI POSSONO AMMIRARE ARATRI IN FERRO A TRAZIONE ANIMALE, UN ARATRO IN LEGNO (SEC. XIX), BARDATURE PER ANIMALI DA TIRO, ATTREZZI PER LA RACCOLTA DEL GRANO. INFINE IL PERCORSO SI CHIUDE CON UNA SALA CHE ACCOGLIE SOPRATTUTTO GLI ATTREZZI NECESSARI PER LA LAVORAZIONE DEGLI ORTI, PER IL TAGLIO DELLA LEGNA E TAGLIOLE PER PICCOLI ANIMALI.




IL MUSEO DELLE ARMI DI ANGELO CARLO TOTARO


 

IL MUSEO DELLE ARMI, L’ULTIMO MUSEO NATO NEL NOSTRO COMUNE, È STATO ALLESTITO AL PRIMO PIANO DI PALAZZO DI CITTÀ. IL MUSEO, INAUGURATO NEL 2022, OSPITA LA “RACCOLTA DI ARMI PROCACCINI” , UNA DELLE PRIME TRE COLLEZIONI PRIVATE D’EUROPA. INFATTI LA COLLEZIONE È STATA DONATA E QUINDI INTITOLATA, DA LIBERO RENATO PROCACCINI. LA COLLEZIONE CONTIENE TUTTE LE TIPOLOGIE DI ARMI (BIANCHE, DIFENSIVE, DA FUOCO E ARTIGLIERIE) TESTIMONIANDO UN LUNGO PERIODO CHE VA DAL CHE VA DAL SEICENTO SINO AI GIORNI NOSTRI. IL MUSEO MOSTRA L’EVOLUZIONE TECNICA E STILISTICA DELLE ARMI, E IL LORO RUOLO NELLA STORIA.



 LA RACCOLTA CONTA 700 PEZZI TRA PISTOLE, FUCILI, ARMI BIANCHE E BAIONETTE E MITRAGLIATORI DELLA PRIMA E SECONDA GUERRA MONDIALE. TRA LE ARMI PIÙ RARE SONO PRESENTI: LA PISTOLA "VENDITTI" DATABILE 1850, CON UN SOLO SERBATOIO, IL CASTELLO IN OTTONE E LA PARTE SUPERIORE DELLA CANNA FINEMENTE CESELLATA; UNA SCIABOLA APPARTENUTA AL CAPITANO GAETANO CARINI, "UNO DEI MILLE DI GARIBALDI" , MORTO A BOVINO. SONO ESPOSTE INOLTRE ALCUNE SCIABOLE PIEMONTESI, DEI FUCILI MILITARI E CIVILI, ALCUNI FUCILI DA CACCIA, OLTRE A FUCILI MITRAGLIATORI, PISTOLE AUTOMATICHE E LANCIARAZZI MILITARI, UNA CARABINA MILITARE SPENCER, CON CANNA A RIGATURA ELICOIDALE, CHE PARE SIA STATA USATA DAI NORDISTI NELLA GUERRA DI SECESSIONE, DUE CANNONI MITRAGLIERI CONTRAEREI, UN CONTROCARRO E TRE OBICI. 



LA RACCOLTA È RESA ANCORA PIÙ PREZIOSA DA ARMI AMERICANE FAMOSE COME LA COLT NAVY 185, A CANNA OTTAGONALE, ADOTTATA DALLA MARINA NORDISTA. IL PERIODO STORICO VA DALLA FINE DEL 1600 AL 1980 CIRCA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL RISORGIMENTO ITALIANO, ALLE ARMI DI TRANSIZIONE TRA IL XIX E XX SECOLO.



USCITA DIDATTICA PRESSO IL MUSEO DI STORIA NATURALE DI FOGGIA Di Michele De Luca, Giovanni Tuffor e Vito Cotoia Redazione di Panni

Lo scorso 19 marzo 2026 noi alunni della triclasse di Panni, con la classe prima D di Castelluccio dei Sauri della Scuola Secondaria di prim...