giovedì 25 settembre 2025

IL CARNEVALE DI IVREA DI ANASTASIA SCHIAVONE

 Il carnevale di Ivrea è  uno dei più antiche e famosi d’Italia. Risalente al Medioevo è noto soprattutto per la battaglia delle arance. Ogni anno vengono lanciate circa 600 tonnellate di arance, ma questo non è uno spreco, poiché si tratta di arance non adatte al consumo umano che arrivano dalla Calabria. La  battaglia delle arance è il simbolo del Carnevale di Ivrea, che tiene sempre vivo il ricordo delle  lotte che i cittadini hanno portato avanti nei secoli per non soccombere ai soprusi dei tiranni. La tradizione di lanciare le arance dai balconi sui carri e viceversa, pare che sia nata nel Medioevo, quando i feudatari regalavano una volta all'anno una cesta di fagioli al popolo. Tale dono sembrava però una  ridicola elemosina, così, la gente cominciò a lanciare con disprezzo i fagioli fuori dalla finestra. Durante il Carnevale questo gesto di ribellione ha preso vita attraverso diversi oggetti. Prima gli stessi fagioli, poi i coriandoli, i confetti e in tempi recenti le arance, che venivano usate soprattutto dalle ragazze, che dai balconi volevano farsi notare dai ragazzi sui carri. 



Oggi si rischia di essere presi ad "aranciate" se si arriva al Carnevale senza il tradizionale copricapo rosso, che deriva da un'altra leggenda molto cara agli abitanti della città piemontese: la storia della Mugnaia Violetta.

Violetta, era una bellissima ragazza, figlia di un mugnaio, che portava un cappello rosso, molto lungo che le cadeva su una spalla. Promessa in sposa ad un ricco signore locale, una sera che era stata invitata al palazzo dal tiranno, Violetta invece di sottomettersi, lo fece ubriacare e lo uccise. Dopo questo gesto di protesta poi, la ragazza scese in piazza e sollevò tutto il popolo contro i ricchi del paese.


IL CARNEVALE DI PUTIGNANO DI MANUEL FARRUKU

 Il Carnevale di Putignano si svolge ogni anno nella Città di Putignano, in Puglia. Nel 2025 è giunto alla sua 631ª edizione.Secondo la tradizione, il Carnevale di Putignano risale al 1394, quando i saraceni  spostarono in  Puglia le reliquie di Santo Stefano. Putignano venne scelta come meta per il trasferimento e i contadini, che in quel momento stavano lavorando, lasciarono i campi e si accodarono festanti alla processione, abbandonandosi a balli e canti. Si recitavano poi scherzi, satire e versi. Secondo gli storici, nascevano in quel momento le “Propaggini”, evento che segna l'inizio della manifestazione, ogni 26 dicembre.



Dal 26 dicembre al martedì grasso, passando per la caratteristica Festa dell'Orso: il Carnevale di Putignano è un susseguirsi di riti, tradizioni, sfilate e processioni, in un continuo alternarsi di sacro e profano.

una curiosita’: a partire dalla festa di Sant’Antonio fino alla conclusione del periodo carnascialesco, quando il calendario lo consente, ogni giovedì è dedicato, in base ad un ordine assolutamente immutabile, a:

  1. Monsignori (U sciuvədèiə di mənsignóor)
  2. Preti (U sciuvədèiə di prìvət)
  3. Monache (U sciuvədèiə di mónəch)
  4. Vedovi e vedove (U sciuvədèiə di cattéev)
  5. Pazzi, giovani non ancora sposati (U sciuvədèiə di pacciarìdd)
  6. Donne sposate (U sciuvədèiə di fémmən accasàat)
  7. Uomini sposati, i cosiddetti "cornuti" (U sciuvədèiə di chərnótər)

IL CARNEVALE DI ACIREALE CARRI ALLEGORICI, CORIANDOLI, FIORI, MUSICA TRA L’ETNA E IL MARE. di Flaminia Lombardi


Come ogni anno trionfa il Carnevale tra le stupende vie e piazze del centro storico di Acireale, nell’incantevole “riviera dei limoni”.

Il carnevale di Acireale è considerato il più bello della Sicilia e uno dei più antichi dell’isola, le prime documentazioni, infatti, risalgono al 1594 .Raggiunge un altissimo con le sfilate di carri allegorico-grotteschi realizzati in cartapesta ed illuminati da migliaia di lampadine e luci.

Oltre ai caratteristici carri di cartapesta, l’ultima settimana di Carnevale, sfilano anche i carri infiorati, carri di grandi dimensioni in cui le figure sono composte da centinaia di migliaia di fiori con movimenti meccanici e luci, carri, questi ultimi, che nascono dalla tradizione di ricoprire le automobili di fiori e, per questo, sono chiamate anche macchine infiorate.

Dal 2014 al 2019 i carri infiorati sono stati protagonisti  di una manifestazione a loro dedicata che si svolgeva in aprile, ma dal 2020 sono stati nuovamente accorpati al Carnevale.

Quest’anno dal 15 febbraio al 4 marzo la città ha visto sfilare le opere dei maestri della cartapesta con opere scenografiche e in continua evoluzione. Il successo di pubblico è stato notevole: sono stati venduti oltre ventimila biglietti. 

IL CARNEVALE DI RIO DE JANEIRO di FATTIBENE CHIARA, TAVANO ANGELICA, IOLANDA LOMBARDI, ZANNELLA CHIARA , BISANTI MICAELA.

 Il carnevale di Rio de Janeiro, il primo dei carnevali brasiliani, è una festa annuale che si tiene a Rio de Janeiro, la seconda città del Brasile. 



LA STORIA DEL CARNEVALE

Le sue origini risalgono agli anni trenta del XIX secolo, quando la borghesia cittadina importò dall’ Europa la moda di tenere balli e feste mascherate. Sul finire del XIX secolo nelle città vennero costruite le prime cordões (corde in portoghese, in questo caso sfilate), gruppi di persone che sfilano per le strade suonando e ballando. Dal blocos (quartieri), arrivano gruppi di persone legate ad un particolare quartiere delle città che sfilano con tamburi e ballerine, vestiti con costumi e magliette a tema per festeggiare il carnevale. A Rio in ogni quartiere ci sono più di 100 gruppi con usi e tradizioni diverse e ogni anno il numero cresce.

 IL CARNEVALE: tradizioni, samba, spettacolo

Il carnevale di Rio si celebra nei 5 giorni dal venerdì al martedì seguente, conosciuto come martedì grasso, il giorno prima dell’inizio della Quaresima. Le migliaia di persone trascorrono interminabili ore di prove per lo spettacolo e indossano costumi perfetti. Le persone che sfilano intorno ad ogni carro sono circa 200. Il vero re Rio del carnevale è la samba con vere e proprie parate che si svolgono nel Sambodromo. Ogni anno il tema per i costumi viene deciso nelle scuole di samba. Durante il Carnevale si esibiscono al Sambodromo le principali scuole di danza, che per tutto l'anno si allenano e preparano gli spettacoli di Carnevale, periodo in cui è prevista una competizione ufficiale al termine della quale una scuola è nominata vincitrice dell'anno.

 Questo ballo deriva delle tradizionali danze tribali portate in brasile dagli schiavi dell’Africa Occidentale.  Il Carnevale di Rio è famoso per le sue donne bellissime, i costumi colorati, le coreografie spettacolari e le musiche.




 CURIOSITA’

Il carnevale di Rio è il più grande al mondo. Il primo ballo durante il carnevale si tenne nel 1840 e invece la samba fu introdotta nel 1917. Il termine carnevale deriva da “carne vale” che significa addio alla carne. 

Le Favelas sono la casa delle scuole di samba:

Sin dalla fine del XIX secolo le Favelas sono i quartiri e le abitazioni degli abitanti che non possono permettersi grande disponibilità economica. Proprio in questo ambiente gli schiavi africani diedero vita alla samba ed è per questo che le scuole piùfamose di Rio de Janeiro, hanno la loro sede qui.

Il Carnevale di Rio è il più grande al mondo:

Oltre ai 5 milioni di brasiliani che ogni anno decidono di assistere a questa colorata manifestazione, secondo il Guiness dei Primati nel 2004 il numero dei visitatori stranieri ha raggiunto la cifra di 400.000. Un evento maestoso, da non perdere.

Rei Momo, sovrano del Carnevale di Rio:

il Carnevale di Rio inizia ufficialmente quando il sindaco consegna la chiave della città nelle mani di Rei Momo, una figura leggendaria originario dell'Antica Grecia che simboleggia la supremazia della dissolutezza sulla ragione. Fin dal lontano 1933 Rio de Janeiro ha il suo sovrano che resta in carica fino alla fine del Carnevale.

lunedì 24 marzo 2025

CONCORSO NAZIONALE PENNE E VIDEO SCONOSCIUTI: DOPPIA PREMIAZIONE PER IL NOSTRO ISTITUTO a cura della redazione

 


Il 18 ottobre 2024 la redazione del giornalino/blog d'Istituto "Parola nostra" di Bovino, insieme agli alunni delle classi terze di strumento musicale hanno partecipato al concorso “Video e penne Sconosciute”, accompagnati dalla Professoressa Antonella Brienza, referente del progetto e dai professori Letizia Arace e Michele Augelli, rispettivamente insegnanti di arpa e pianoforte del nostro istituto. La redazione è stata premiata durante la cerimonia finale del concorso nazionale tenutasi presso il teatro comunale “Vittorino Ricci Barbini” di Piancastagnaio (Si). Hanno ricevuto un premio anche gli alunni di strumento che hanno presentato un videoclip musicale, dal titolo MUSICA COME LUCE che si sono aggiudicati inoltre un ingresso gratuito con guida presso il prestigioso conservatorio di Siena “Rinaldo Franci”. Oltre alla nostra redazione erano presenti alla cerimonia altre scuole o redazioni scolastiche, provenienti da diverse zone dell'Italia e che sono state premiate durante la manifestazione. Le diverse redazioni hanno dapprima presentato e visualizzato il proprio elaborato, al fine di esporre alla platea le tematiche più importanti affrontate all'interno del giornalino. Anche quest’anno siamo riusciti ad essere presenti all'evento e la giuria ha riconosciuto la qualità del lavoro inviato. Ecco la motivazione:

“I ragazzi e le ragazze della Scuola Secondaria di Primo grado dell’Istituto Omnicomprensivo dei Monti Dauni di Bovino hanno presentato una pubblicazione accattivante e variegata. “Parola Nostra“ comunica appieno il suo intento di trasversalità, enfatizzato dai ricchi collegamenti con il proprio territorio. Il format consente una lettura scorrevole, supportata da immagini e fotografie esplicative, ma non mancano anche simpatiche emoticon. La redazione e tutti gli altri componenti hanno presentato un’ampia proposta di articoli, concernenti tematiche di ampio spettro ed in grado di catturare l’attenzione di ogni lettore. I temi affrontati sono esplicitati con un lessico appropriato, pertinente e specifico, mai banale. Dalla lettura dei diversi articoli traspare tutto l’impegno profuso per la realizzazione delle diverse pubblicazioni. Il lavoro presentato è senza dubbio ammirevole.”

 

La redazione al completo insieme agli alunni di strumento di Bovino e Castelluccio hanno ricevuto diversi gadget, come libri, oggetti in cuoio e una pianta, la Zamioculcas, nota anche come pianta di padre Pio, da conservare e curare nel nostro istituto e che oggi si lascia ammirare nell’ufficio del nostro Dirigente Scolastico, prof. Ottone Perrina.

Dopo la premiazione abbiamo percorso ed apprezzato il borgo medievale di Piancastagnaio e abbiamo visitato il museo minerario dove, alcuni volontari ci hanno mostrato i reperti del museo e raccontato la storia delle miniere di mercurio della val di Siele e del Monte Amiata. Abbiamo imparato molto sulla storia di questo territorio e siamo rimasti sorpresi nell’apprendere che un litro di mercurio pesa circa 13,5 kg!








Dopo aver trascorso la notte splendida cornice del Monte Amiata, vestita di splendidi colori autunnali, ci siamo recati nella vicina Civita di Bagnoregio, definita “la città che muore” a causa della sua posizione su un’erta di tufo che, a causa della continua erosione provocata dal vento, dalla pioggia e dalle intemperie, sembra sia destinata a crollare.

La città è raggiungibile solo a piedi attraverso un lungo ponte pedonale che collega il borgo alla moderna città di Bagnoregio. Al suo interno, ovviamente non possono circolare auto, né motociclette e l’assenza di questi rumori cittadini a cui siamo abituati, rende ancora più affascinante la permanenza nel borgo.

Una volta attraversata la porta Santa Maria ci si trova immersi in un mondo medievale, pieno di turisti stranieri. A Civita abbiamo visitato la chiesa di san Donato e ammirato al suo interno un crocifisso ligneo del Quattrocento e ci siamo tuffati tra i vicoli e le viuzze di questo fragile e splendido piccolo gioiello. 






mercoledì 19 marzo 2025

UN PREMIO SPECIALE PER LA NOSTRA REDAZIONE di Anna Michela di Pasquale

 



Lo scorso 25 maggio 2024, la nostra redazione, accompagnata dalla Professoressa Antonella Brienza, referente del progetto di giornalismo scolastico del nostro istituto,  è stata invitata a partecipare alla cerimonia di premiazione del concorso nazionale di giornalismo scolastico   “Il giornale nella scuola”  tenutasi a Mirabella Eclano, in provincia di Avellino. Il concorso, giunto alla XXIV edizione. è un' importante manifestazione culturale organizzata dall’Istituto Comprensivo “Raimondo Guarini”. La nostra redazione si è aggiudicata uno dei premi speciali in palio, oltre ad un diploma di merito ed una targa, ricordo indelebile dell'evento.      





Dopo l’emozionante momento della premiazione la redazione ha avuto la possibilità di scegliere tra le visite e gli eventi proposti dall'organizzazione del concorso. Ci siamo quindi recati presso la zona archeologica dell'antica città di Aeclanum, antica città romana  situata presso l’attuale frazione Passo (detto Passo di Mirabella). Si tratta di un grande Parco Archeologico che un tempo è stata uno degli insediamenti romani più importanti dell'Irpinia. Due guide esperte ci hanno diviso in due gruppi e ci hanno accompagnato alla scoperta dei resti della città, mostrandoci i resti delle terme pubbliche, di alcune botteghe e di una basilica paleocristiana che conserva ancora al suo interno un fonte battesimale con forma a croce greca.



All'inizio del Novecento una campagna di scavi archeologici ha riportato alla luce non solo i resti degli edifici, ma anche diversi manufatti, conservati al Museo Irpino di Avellino.





Il nostro itinerario turistico è continuato con la visita al castello ‘’Carlo Gesualdo’’. Il castello è situato nel comune di Gesualdo ed è uno tra i numerosi castelli nella provincia di Avellino. Il castello è stata la dimora del principe Carlo Gesualdo che apparteneva a una potente famiglia feudale ed è riconosciuto come uno dei padri della musica polifonica moderna.

Alla fine del 1500 Carlo Gesualdo ha rinnovato completamente l'edificio che è diventata una corte rinascimentale con nuove strutture come un teatro, ringhiere di ferro  e anche una piazza situata all’interno  del castello, piazza Neviera. 

Durante il terremoto del 1980 il castello viene danneggiato profondamente. Nel 2000 sono iniziati i lavori di recupero e nel Dicembre 2015 è stato riaperto al pubblico.

Dedicati alla  figura storica di Carlo Gesualdo il castello ospita incontri culturali, concerti e diverse manifestazioni.





domenica 16 giugno 2024

QUANTA ACQUA CI VUOLE? A cura della redazione


Il consumo di acqua potabile è in costante crescita in tutto il mondo, ma non in tutti i luoghi del pianeta l'accesso ad una fonte di acqua è garantito. Soprattutto nell'Africa subsahariana  l'accesso a tale fonte è quanto mai difficile e la situazione è resa ancora più complessa dal forte incremento demografico. Nel continente europeo l'accesso all'acqua potabile è garantito a tutte le nazioni, eccezion fatta per Lettonia, Lituania, Moldavia, Bosnia, Serbia, Albania, Montenegro Macedonia e Kosovo. Secondo le previsioni entro il 2040 la popolazione mondiale salirà a 9 miliardi di persone, che si concentreranno soprattutto in zone densamente popolate del pianeta: soprattutto le megalopoli asiatiche saranno interessate da questo fenomeno, che porterà, ovviamente ad un forte stress idrico in tali zone.

Secondo il World Resource Institute (WRI), istituto no profit di ricerca mondiale, attivo dal 1982, anche l'Italia potrebbe trovarsi presto ad avere un rischio forte di mancanza di acqua nel giro di pochi anni. Questo significherebbe non riuscire più a garantire l'accesso all'acqua a tutti gli abitanti della nazione. Non tutti i paesi del mondo consumano però allo stesso modo: secondo le stime dell'Unicef-OMS il divario sarebbe enorme. Infatti un cittadino statunitense arriva a consumare 425 litri di acqua al giorno, un europeo circa 165 mentre un uomo del Madagascar non supera i 10 litri. 


Ma quanta acqua c'è nel mondo?


L'acqua ricopre circa il 70% della Terra, per un totale di diecimila metri cubi, ma solo il 3% è dolce e potenzialmente potabile. La maggior parte dell'acqua dolce del pianeta si trova nei ghiacciai e nelle nevi perenni (circa il 69%) e per questo non è disponibile per il consumo umano. Il 29% si trova invece nelle falde acquifere sotterranee e nel sottosuolo, raggiungibile solo con pompe o altri impianti. Solo lo 0,3% dell'acqua è facilmente accessibile e si trova nei fiumi o nei laghi. L'acqua dolce che serve all'uomo viene così utilizzata:

circa il 70% in agricoltura,

il 22% nell'industria

l'8% per il fabbisogno umano o nel settore dei servizi. 

Abbiamo preparato un piccolo schema per comprendere quanta acqua consumiamo in media per le attività giornaliere:






Secondo l'OMS ogni persona avrebbe bisogno di vivere con almeno 50 litri d'acqua ogni giorno, ma queste cifre sono garantite a soli 2 miliardi di persone. Soprattutto in Africa e in Medio Oriente la popolazione vive quotidianamente la mancanza di acqua, nonostante zone, come il deserto del Sahara siano ricche di acqua nel sottosuolo che non vengono prelevate o sono  mal gestite. 

La situazione italiana

L’Italia è il Paese più ricco di risorse idriche nel Mediterraneo e nell’Europa meridionale grazie alla presenza delle Alpi, uno dei principali bacini d'acqua in Europa. Nel nostro paese però si osservano grandi disuguaglianze tra il Nord, ricco di acqua potabile, e il Sud povero e a rischio di stress idrico durante la stagione calda.

 L'Italia consuma circa 428 litri per abitante, contro i 220 litri erogati. Tale divario è dovuto alle troppe dispersioni ad una rete idrica non proprio in condizioni ottimali. 
Inoltre il nostro Paese è il primo al mondo per i consumi di acqua minerale in bottiglia: circa di 223 litri a testa, contro una media europea di circa118 litri. 

Per concludere, abbiamo compreso che l'acqua nel mondo non è distribuita equamente, vi sono paesi e territori che sfruttano al massimo questa ricchezza ed altri che vivono una vera e propria condizione di stress idrico che mette a rischio la vita di milioni di persone. L'acqua può essere sicuramente considerata un patrimonio mondiale, un diritto di cui tutti dovremmo preoccuparci. Nel futuro dovremo imparare a gestire in maniera più consapevole questa risorsa, riciclando l'acqua piovana, manche le acque nere, grigie e bianche. Ognuno di noi sarà tenuto a fare la propria parte evitando gli sprechi e dando il giusto valore a questo bene tanto prezioso.



LA RIDUZIONE DEI GHIACCIAI ALPINI di Giacomo Lombardi

 I  ghiacciai montani sono enormi strati di ghiaccio che si trovano nelle zone più elevate delle montagne. Raccolgono grandi quantità di ac...