IL CAMBIAMENTO CLIMATICO
E LA COP 26

Per cambiamento climatico si intende, secondo
la definizione data dalle Nazioni Unite, qualsiasi alterazione
dell’atmosfera globale che sia direttamente o indirettamente riconducibile
all’azione umana. Da molti anni il nostro pianeta è soggetto al cambiamento climatico
a causa dell’elevata presenza di gas serra nella nostra atmosfera. Sono numerose
le attività umane che liberano questi agenti nell’aria. L’utilizzo di vetture,
di impianti di riscaldamento, attività agricole e industriali, tutto ciò che ha
a che fare con la produzione di elettricità e calore da fonti di energia non
rinnovabile. Una volta nell’atmosfera i gas serra, tra cui l’anidride carbonica
e il metano, trattengono parte delle radiazioni infrarosse originate dal sole e
riflesse dalla superficie terrestre, dall’atmosfera e dalle nuvole. Più la
concentrazione di questi agenti è elevata, più radiazioni e calore vengono
trattenuti, causando così l’innalzamento delle temperature e il
cosiddetto riscaldamento globale, responsabile di diversi fenomeni
rischiosi per l’ambiente. Dallo scioglimento dei ghiacciai all’innalzamento del
livello del mare, dall’incremento delle ondate di calore e dei periodi di
siccità, all’aumento di alluvioni, tempeste e uragani. Effetti sempre più
evidenti e che si aggravano di anno in anno. Basti pensare che, dall’ultimo
rapporto dell’ Onu sul cambiamento climatico, il 2020 risulta
essere stato tra gli anni più caldi di cui l’uomo abbia avuto esperienza dal
periodo post industriale. Il cambiamento climatico, assieme alla perdita di
biodiversità, è una delle più grandi sfide che il nostro mondo abbia mai
affrontato. L’aumento delle temperature medie globali sta infatti
compromettendo il nostro clima e tali effetti sono destinati ad aggravarsi nei
prossimi anni. È soltanto adesso che ci è concessa la possibilità di poter
agire e prevenire cambiamenti in futuro irreparabili. Se vogliamo contenere
l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 °C rispetto ai livelli
preindustriali, le emissioni di gas serra prodotte dall’uomo devono
necessariamente diminuire almeno del 50% entro il 2030. Molti studi hanno
dimostrato in modo risolutivo che le temperature medie globali hanno iniziato
ad aumentare dalla seconda metà del XIX secolo. Questo fenomeno, comunemente
chiamato “surriscaldamento globale”, è in realtà definito da scienziati ed
esperti “cambiamento climatico
antropogenico” perché causato proprio dalle attività umane.”. I gas serra impediscono che
il calore si dissipi nuovamente nello spazio e mantengono la temperatura media
della Terra a circa +15 °C invece che a -18 °C. Nel corso dell’ultimo secolo, gli esseri umani
hanno immesso nell’atmosfera più gas serra, aumentandone così il relativo
effetto. Molti di questi gas provengono dall’utilizzo di combustibili fossili
impiegati in fabbriche, mezzi di trasporto e agricoltura. L’anidride carbonica
è il gas maggiormente responsabile del surriscaldamento, soprattutto perché
maggiormente presente. Il riscaldamento climatico è ulteriormente aggravato
dalla perdita di foreste e zone umide,capaci di immagazzinare CO2: si stima che
ogni giorno vengano abbattuti più di 32mila ettari di foresta pluviale
tropicale per l’industria del legname o per la costruzione di campi agricoli. Il
cambiamento climatico sta alterando non solo l’ambiente in cui viviamo, ma
anche l’economia, le comunità e, non ultima, la nostra salute. Se non
modificheremo il nostro stile di vita e il nostro consumo di energia per
contenere l’incremento della temperatura globale al di sotto di 1,5 °C, le
conseguenze saranno disastrose. Le conseguenze avranno gravi effetti come:
1)Scioglimento dei ghiacciai e innalzamento
del livello del mare a causa dell’espansione dell’acqua a temperature più
calde.
2)Aumento dell’intensità e della frequenza di
fenomeni meteorologici estremi come uragani, inondazioni, siccità e tempeste.
3)Scarsità d’acqua in alcune zone,
desertificazione e diminuzione delle rese dei raccolti con conseguente
inasprimento delle tensioni regionali esistenti e ulteriori violenti conflitti.
4)Distruzione delle barriere coralline,
acidificazione degli oceani e diminuzione delle rese nell’industria della
pesca.
5)Perdita degli habitat, biodiversità,
ecosistemi ed estinzione di specie.
Quando si parla di cambiamento climatico, c'è
tutta una serie di descrizioni brevi da decifrare. Ma quello che sto per
spiegare è forse l'acronimo più importante del 2015: COP o Conferenza delle
Parti. Una Conferenza delle Parti è l'organo direttivo di una convenzione
internazionale. Il Bureau della Conferenza delle Parti dell’UNFCCC (United
Nations Framework Convention on Climate Change), insieme al governo britannico
e a quello italiano, hanno concordato le nuove date per la prossima Cop26, che
si terrà a Glasgow dall’1 al 12 novembre 2021.
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