lunedì 26 ottobre 2026

L'ANIMA DI PIETRA E D'ACQUA: VIAGGIO TRA LE FONTANE STORICHE E LE SORGENTI DI PANNI a cura della redazione di Panni

 Sulle vette dei Monti Dauni, a 811 metri d'altezza, sorge Panni, storicamente celebre come il «Paese delle Fontane». Un'indagine storica e culturale rivela come l'architettura idrica, la maestria degli antichi scalpellini e l'arrivo dell'Acquedotto Pugliese abbiano plasmato l'identità, l'economia e la vita sociale di questo affascinante borgo pugliese, il nostro paese.

Un Borgo Sospeso tra le Nuvole e le Sorgenti dei Monti Dauni

Arroccato a 811 metri di altitudine sulla dorsale dei Monti Dauni, in provincia di Foggia, il comune di Panni domina con il suo profilo la Valle del Cervaro. Se lo sguardo spazia tra boschi e ripidi rilievi appenninici, è sotto la superficie e lungo gli antichi sentieri che si cela il vero tesoro del paese: un'articolata e ricchissima rete di sorgenti naturali che, per secoli, ha garantito la sopravvivenza di generazioni di abitanti, contadini e pastori.

Questa straordinaria abbondanza idrica ha fatto guadagnare a Panni l'appellativo storico di «Paese delle Fontane». Le fonti d'acqua non rappresentavano soltanto una risorsa naturale inestimabile per l'approvvigionamento domestico e l'agricoltura, ma costituivano vere e proprie infrastrutture civili e sociali. Dalle valli periferiche fino alle piazze del centro storico, le fontane di Panni raccontano il secolare incontro tra l'elemento liquido e la pietra scolpita, testimoniando la transizione da una dura economia rurale d'Appennino alla modernità del Novecento.

Questo prezioso patrimonio è stato recentemente oggetto di una dettagliata riscoperta e valorizzazione promossa dalle ricerche sul territorio curate dagli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado di Panni che hanno potuto riscoprire le tappe storiche e le peculiarità monumentali del circuito idrico cittadino.

Maestri della Pietra: L'Eredità degli Scalpellini Pannesi

Ciò che rende uniche le fontane di Panni è la perfezione architettonica con cui sono state modellate. L'acqua limpida delle sorgenti non sgorga da semplici condotti, ma viene accolta da strutture monumentali realizzate interamente in pietra locale. Questa caratteristica si deve alla rinomata tradizione degli scalpellini di Panni, artigiani e maestri della pietra che per generazioni hanno lavorato finemente i blocchi litici estratti dalle cave del territorio.

Gli scalpellini non si limitavano a costruire vasche e abbeveratoi funzionali. Essi incidevano sulla pietra monogrammi, simboli di protezione apotropaica, marchi di fabbrica delle maestranze e raffinate iscrizioni in latino. Ogni fontana diventava così un'opera d'arte unica, integrata armoniosamente nel paesaggio collinare o nel tessuto urbano. L'uso della calce, dei blocchi disposti "di testa e di taglio" e delle volte a botte garantiva a queste strutture una solidità secolare, capace di resistere alle intemperie e ai sismi dell'Appennino Dauno.










Guida ai Monumenti dell'Acqua: Dalle Fonti Settecentesche ai Fiumi Sotterranei

Il circuito delle fontane storiche di Panni comprende numerose strutture distribuite sia nel centro abitato sia lungo le mulattiere e i sentieri di campagna che scendono verso i boschi. La ricchezza di questo circuito spazia dai monumenti più imponenti fino alle fonti campestri minori, ciascuna con una precisa vocazione funzionale.

Fontana Vecchia: La Culla Settecentesca dell'Acqua Borghigiana

Situata a breve distanza dal centro storico, lungo l'arteria che da essa prende il nome di Via Fontana Vecchia, la Fontana Vecchia è una delle fonti monumentali più antiche di Panni. Nata nel corso del Settecento, venne edificata per garantire l'acqua potabile agli abitanti e abbeverare il bestiame di ritorno dai campi.

Architetturalmente, si presenta con una solida struttura in pietra lavorata a mano, caratterizzata da una volta a botte con un ampio arco frontale. L'acqua sgorga da una cannella principale e viene incanalata verso un muretto di servizio dotato di appositi "posatoi" in pietra, progettati per sostenere i barili che le donne e i giovani utilizzavano per trasportare l'acqua a spalla o sui muli fino alle case. A destra del corpo centrale si sviluppava l'ampio abbeveratoio, a testimonianza della sua duplice funzione civile e zootecnica.

Il Gigante di Sant'Elia e il Lavatoio Comunale

Proseguendo oltre il cimitero cittadino, lungo la storica strada di collegamento verso Bovino, sorge la Fontana di Sant'Elia, considerata la più grande e monumentale dell'intero territorio di Panni. Con documentate origini risalenti a diversi secoli fa, la fontana fu oggetto di un imponente ampliamento tra il 1836 e il 1837, ma documenti d'archivio attestano interventi di restauro già alla fine del XVI secolo, attorno al 1590.

La struttura si distingue per una maestosa facciata quadrata in pietra con cornice superiore e un vano coperto da volte a botte. È dotata di tre cannelle e di un sistema di canalizzazione con foro laterale che convoglia il surplus d'acqua verso un abbeveratoio adiacente e verso il grande Lavatoio Comunale situato dirimpetto, al di là della strada. Il lavatoio, di forma rettangolare, è composto da due vasche intercomunicanti: quella superiore era destinata al risciacquo con acqua pulita, mentre quella inferiore serviva per il lavaggio degli indumenti. Ancora oggi, l'acqua di Sant'Elia è analizzata e potabile, continuando a servire agricoltori e visitatori.

La Fontana Armata e l'Enigma dell'Iscrizione Latina

Incastonata lungo i sentieri rurali e le antiche vie di comunicazione tra Panni e Bovino si trova la Fontana Armata (nota nel dialetto locale anche come Fontana Mata). Questa fonte rivestiva un ruolo strategico fondamentale lungo le rotte dei pastori, dei contadini e dei viandanti che percorrevano la Valle del Cervaro.

Costruita in blocchi litici disposti di testa e di taglio, la fontana include un abbeveratoio in cemento e si distingue per una celebre iscrizione in latino scolpita sulla pietra e ricalcata in vernice:

> «HANC PURAM LYNPHAM HIC DUXIT PER COCCIARDI DIVUS BARTHOLOMA HANC POTANT OMNES AT APRO IN HÆC QUOQUE COCCIARDI LAT V»

La traduzione storica dell'epigrafe recita: «Il divino Bartolomeo condusse qui questa limpida acqua attraverso [la proprietà] dei Cocciardi; tutti la bevono, e persino dal cinghiale in questo medesimo lato dei Cocciardi...». La scritta richiama antichi diritti d'uso delle acque, simboli apotropaici di protezione e miti legati alla fauna selvatica dei Monti Dauni.

Fede e Natura: La Fontana della Madonna del Bosco

Situata lungo il percorso naturalistico che dal paese conduce al celebre Santuario di Maria Santissima Incoronata del Bosco, patrona di Panni, la Fontana della Madonna del Bosco unisce la funzione idrica alla devozione religiosa.

Posta in prossimità del santuario, la fontana presenta un piccolo abbeveratoio e una facciata monumentale al cui centro spicca un bassorilievo raffigurante il volto della Vergine Maria. La storia della fontana è segnata anche da un episodio di cronaca locale: l'originario medaglione mariano venne trafugato in passato e successivamente sostituito con un nuovo volto scolpito finemente da Carlo Croce, uno dei più apprezzati scalpellini pannesi dell'epoca moderna.

Il Mistero dell'Alambicco, la Fontana dei Porci e le Fonti Minori

Tra le sorgenti storiche di Panni figurano strutture dal forte valore etno-antropologico e funzionale:

  • Fontana Alambicco: Prende il nome dal suo singolare sistema di canalizzazione e filtraggio che richiamava la forma della serpentina di un alambicco da distillazione. Oggi la struttura esterna non è più visibile poiché è sprofondata sotto terra a causa di cedimenti naturali del terreno, dando origine a un fiume sotterraneo che attraversa ancora le campagne sottostanti.

  • Fontana dei Porci: Situata lungo il versante rurale compreso nella zona San Pietro-Strada Fontana dei Porci, in prossimità della Strada Provinciale 121 che collega il borgo alla vecchia stazione ferroviaria. Il toponimo testimonia l'uso storico della fonte per l'abbeveraggio dei maiali e degli animali da soma delle famiglie contadine. Di recente, la zona è stata oggetto di importanti interventi di consolidamento e messa in sicurezza idrogeologica promossi dal Comune di Panni.

  • Fontana dei Valli: Caratterizzata da una singola cannella e da un tipico abbeveratoio "terragno" posto a livello del suolo, rinomata per la freschezza e la qualità della sua acqua.

  • Fontana di San Marco: Dotata di un'unica cannella con abbeveratoio per animali e di una grande vasca strutturata in agglomerato cementizio.

  • Fontana Nuova: Situata all'ingresso del paese, nei pressi del distributore di carburante, dotata di tre cannelle, un grande abbeveratoio e un'ampia facciata delimitata ai lati da pilastri in pietra e sormontata da una cornice.

Per offrire una visione d'insieme del ricco patrimonio idrico di Panni, la seguente tabella riassume le caratteristiche salienti, la collocazione e l'epoca di ciascuna fontana monumentale del borgo.

Nome della Fontana

Epoca / Origine

Ubicazione principale

Caratteristiche Architettoniche e Note Storiche

Fontana Vecchia

Secolo XVIII (700)

Via Fontana Vecchia (Centro)

Cannella singola, volta a botte, posatoi per barili e abbeveratoio laterale.

Fontana di Sant'Elia

Secolo XVI - 1836/37

Strada per Bovino (Cimitero)

Monumentale, 3 cannelle, volta a botte, servita da Lavatoio Comunale dirimpetto.

Fontana Mata / Armata

Epoca Antica / Rurale

Strada Panni-Bovino

Iscrizione latina scolpita sul condotto idrico di "Divus Bartholoma".

Madonna del Bosco

Secolo XIX-XX

Presso Santuario Patronale

Bassorilievo mariano scolpito da Carlo Croce dopo il furto dell'originale.

Fontana Alambicco

Secolo XVIII-XIX

Campagne di Panni

Sistema a serpentina; oggi sprofondata nel sottosuolo con fiume ipogeo.

Fontana dei Porci

Tradizione Pastorale

Strada Provinciale 121 / San Pietro

Vasche in pietra rurale per transumanza e bestiame; recente messa in sicurezza.

Fontana dei Valli

Tradizione Rurale

Sentieri periferici

Cannella singola con abbeveratoio terragno e acqua sorgiva limpidissima.

Fontana di San Marco

Epoca Contemporanea

Area campestre

Singola cannella, abbeveratoio e grande vasca in agglomerato cementizio.

Fontana Nuova

Epoca Moderna

Ingresso paese (Distributore)

Tre cannelle, grande abbeveratoio, delimitata da due pilastri e cornice.

Corso Regina Margherita

Inaugurata nel 1949

Piazza di Sotto (Centro)

Simbolo dell'arrivo dell'Acquedotto Pugliese; vasca a spigoli arrotondati.


 Dalla Sete della Storia alla Svolta del 1949: L'Arrivo dell'Acquedotto Pugliese

La presenza di numerose sorgenti non significava che la vita a Panni fosse priva di difficoltà idriche. Prima dell'avvento delle moderne reti di distribuzione, durante i mesi estivi le sorgenti diminuivano la portata e la popolazione — che all'epoca contava tra i 2.000 e i 3.000 abitanti — soffriva di grave scarsità d'acqua.

Nei periodi di siccità, l'acqua potabile doveva essere trasportata ogni giorno da paesi vicini tramite cisterne caricate su carri a trazione animale. Nelle campagne, le famiglie contadine attingevano ai pozzi privati, ma la stagnazione estiva e le precarie condizioni igienico-sanitarie favorivano la contaminazione dei batteri del tifo, malattia infettiva che causò numerosi lutti. In questa situazione di emergenza, la comunità si affidava spesso alla figura del rabdomante, chiamato a individuare con la bacchetta nuove vene d'acqua sotterranee.

Mentre Foggia celebrò la nascita della celebre Fontana del Sele nel marzo del 1924, le condotte dell'Acquedotto Pugliese raggiunsero Panni solo tra il 1930 e il 1949. L'allacciamento rappresentò una rivoluzione epocale: la nuova sorgente garantiva un flusso di 5 litri al secondo, mettendo a disposizione di ciascun cittadino ben 100 litri d'acqua al giorno.

Il grande evento fu sancito nel 1949 con l'inaugurazione della fontana monumentale in Corso Regina Margherita, situata nella storica "Piazza di sotto" accanto alla Chiesa Madre. Realizzata in lastre litiche con rincalzi trapezoidali, la fontana fu festeggiata con un indimenticabile esibizione della banda musicale cittadina. Questa svolta epocale venne documentata anche dal cortometraggio cinematografico dal titolo «Paese senz'acqua», diretto dal regista Giuliano Tomei. Tra gli anni Cinquanta e Settanta, l'acqua potabile fece infine il suo ingresso definitivo nelle case private.


 Il Teatro Sociale dell'Acqua: Amori, Proverbi e Vita Comunitaria

Prima che l'acqua arrivasse nelle abitazioni private con un semplice gesto della mano, le fontane pubbliche rappresentavano il cuore pulsante della vita sociale di Panni. Attorno alle vasche in pietra e ai lavatoi si intrecciavano le giornate dell'intera comunità: le donne lavavano i panni scambiandosi confidenze e pettegolezzi, i contadini facevano sostare le mule e i giovani si incontravano.

Un antico proverbio in dialetto pannese racchiude perfettamente la funzione "sociale" e romantica svolta dalle fonti cittadine:

 «All ‘ acqua all’ acqua, alla Fondana Nov, chi non tjen la zita se la trova»

La fontana non era dunque soltanto un luogo di lavoro e sopravvivenza, ma un vero e proprio palcoscenico per sguardi rubati, corteggiamenti e promesse d'amore. Oltre a dissetare il corpo, l'acqua delle sorgenti di Panni ha dissetato per secoli le relazioni umane, lasciando un'impronta indelebile nella memoria collettiva dei Monti Dauni.




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