UN TERZO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE E’ SENZ’ACQUA
Secondo le stime degli esperti, nel mondo circa 2,2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Nonostante i progressi della scienza e della tecnica, circa una persona su quattro non possiede forniture idriche sicure e almeno una persona su tre non può utilizzare né disporre di servizi igienici adeguati. Questo significa che almeno un terzo della popolazione mondiale non riesce a procurarsi con facilità e continuità l’acqua che gli serve per bere, lavarsi, cucinare e svolgere normali attività quotidiane. Inoltre, nelle aree del mondo in cui l’acqua è scarsa e poco accessibile anche le normali attività produttive diventano difficili. Senza acqua, per esempio, irrigare i campi e produrre cibo diventa quasi impossibile e così allevare animali e produrre energia. Anche frequentare la scuola senza avere disponibilità d’acqua è molto complicato: se si pensa a come sarebbero le nostre giornate senza poter bere o andare in bagno. Eppure, nel mondo una scuola su quattro non ha né acqua né servizi igienici da offrire ai propri studenti.
LA DIFFERENZA FRA I PAESI RICCHI E I PAESI POVERI
Nella parte ricca del mondo avere accesso all’acqua potabile è molto facile: basta aprire il rubinetto e si ha a disposizione tutta l’acqua che occorre. Ma in alcune aree del Pianeta l’acqua è scarsa oppure non esistono reti idriche adeguate. Per esempio, in molti Paesi dell’ Africa, donne e bambini devono percorrere ogni giorno lunghi tratti a piedi per riempire taniche e bottiglie da pozzi, cisterne e corsi d’acqua: si tratta di viaggi pericolosi e a volte estenuanti che costano tempo e fatica. In altre zone del mondo , come alcuni villaggi dell’Afghanistan o nei campi profughi del Medio Oriente, l’acqua arriva in maniera irregolare solo grazie a cisterne e autobotti portate dalle organizzazioni umanitarie.
PERCHE’ L’ACQUA MANCA
Negli ultimi anni, la crisi idrica mondiale è stata aggravata dai cambiamenti climatici che hanno reso questa situazione ancora più grave: in alcune aree del Pianeta la temperatura in aumento ha reso le piogge sempre più scarse prolungando i periodi di siccità. Molti laghi e fiumi hanno perso buona parte della loro portata, arrivando nei casi peggiori a prosciugarsi a sono aumentate le aree del Pianeta conquistate del deserto (è il cosiddetto processo di desertificazione). La siccità causata dai cambiamenti climatici non riguarda soltanto aree che tradizionalmente soffrono per l’assenza di piogge (come il Sahel o il Corno d’Africa), ma ha cominciato a colpire anche regioni tradizionalmente ricche di acqua, come per esempio la nostra Pianura Padana.
LA MINACCIA DELL’INQUINAMENTO
Oltre a gestire meglio il consumo idrico è necessario contrastare urgentemente anche il problema dell’inquinamento, che spesso rende le fonti d’acqua inutilizzabili. In molte aree del mondo, per esempio, gli scarichi fognari delle città vengono sversati direttamente nei fiumi senza preoccuparsi dei gravi danni che questo provoca agli ecosistemi. Ma a essere danneggiata da questi comportamenti è anche la salute umana perché quelle stesse acque vengono poi utilizzate per bere , lavarsi o irrigare i campi. Le malattie legate alla scarsità d’acqua sono, infatti, le maggiori responsabili della mortalità dei bambini sotto i 5 anni.
L’IMPEGNO DELL’ONU
Per sottolineare l’esigenza di provvedimenti su questo tema, l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) ha nominato il periodo 2018-2028 il Decennio di azione sull’acqua. Il suo scopo fondamentale è quello di aumentare gli sforzi per affrontare le sfide dei prossimi anni, legate alla gestione delle risorse idriche del Pianeta. Per far fronte a tali disuguaglianze l’Onu ha fissato il goal 6 nell’Agenda 2030, volto a garantire la preziosa risorsa a tutti gli abitanti della Terra. Per conservare e ripristinare il ciclo dell’acqua si può cercare di sfruttare o limitare i processi naturali: in questa direzione si piantano alberi per ricostruire le foreste, si ripristinano le zone umide, si cerca di consumare meno acqua nell’irrigazione dei campi , negli usi industriali e nei consumi domestici e di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Per migliorare la qualità dell’acqua, invece, le strategie sono diverse: ridurre al minimo il rilascio di sostanze chimiche, materiali pericolosi e agenti inquinanti in corso d’acqua, laghi e mari, eliminare le acque di scarico non trattate , aumentando riciclaggio e riutilizzo, ridurre notevolmente la produzione di rifiuti.


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