LE FONTANE DEL RE
Nella sua storia la città di Bovino, il paese in cui viviamo, è sempre stata un punto di sosta importante sulla “Strada regia delle Puglie”. Oggi questa antica strada è diventata la s.s. 90, ma era nata per collegare Napoli, Foggia e Bari, passando attraverso l’Irpinia, in un percorso lungo ben 430 Km! Tale strada venne voluta fortemente nel ‘500 da Filippo II d’Asburgo e venne ristrutturata da Carlo III di Borbone che fece costruire lungo il percorso almeno tredici fontane monumentali, undici delle quali tuttora visibili, chiamate “fontane del re”, utili per abbeverare i cavalli e per rifocillare i viaggiatori lungo il tragitto. Ognuna di queste fontane portava lo stemma del casato dei Borbone. La prima di queste fontane si trova prima di raggiungere Avellino, l’ultima, proprio a Bovino.
La prima delle fontane regie si trova a Monteforte Irpino, dove il re amava sostare durante le battute di caccia: La fontana è nota proprio come fontana di Carlo III.
Ad Avellino si trova invece la fontana di Bellerofonte, opera dello scultore bergamasco Cosimo Fanzago in sostituzione di una fontana più grossolana presente in precedenza e purtroppo danneggiata e saccheggiata nel post-terremoto del 1980 Quest’opera andò a sostituire un antico abbeveratoio piuttosto spartano. Deve il suo nome ad una scultura monumentale che era posta alla sua sommità che raffigurava Bellerofonte nell’atto di infliggere il colpo di grazia a Chimera. Nel 1983 l’opera è andata perduta a causa dello sciacallaggio avvenuto in seguito al terremoto. Scomparse anche alcune delle altre statue che ne decoravano le nicchie.
A Mirabella Eclano si trova la terza fontana, detta la fontana di Calore, restaurata nel 1700. Si trattava di una tappa importante soprattutto per i prodotti enogastronomici apprezzati dai nobili che sostavano a Mirabella.
Continuando lungo la via regia si incontra dunque la fontana detta “del re” di Grottaminarda. Costruita nel 1606, venne restaurata nel XVIII secolo per volere di Carlo III di Borbone e realizzata con blocchi di calcare bianco. Ai due lati possiede due obelischi a forma di tronco di piramide, è riccamente decorata con stemmi e simboli borbonici.
Nel territorio di Ariano Irpino si trovano ben quattro fontane , dette “della Maddalena”, “Carpino della Tetta”, “Carpino della Pila” e “di Camporeale”.
La fontana della Maddalena si trova oggi vicino all’ospedale cittadino. Costruita nel Settecento, restaurata nel 1998 e riattivata solo nel 2021.
La fontana del Carpino della Tetta o Fontanatetta deve il suo nome ad un albero, un carpino e al fatto che fosse coperta: “fons tecta”.
La fontana del carpino della Pila, risalente al XVIII secolo, si trova in località Scarnecchia ad Ariano Irpino. E' stata inaugurata nel 2016 dopo un lungo periodo di abbandono, ed è stata restaurata grazie ad associazioni di volontariato e all'amministrazione comunale.
ì
La fontana di Camporeale, nota come fontana del ponte gonnella, si trova al limite del territorio di Ariano Irpino, al confine col comune di Savignano Irpino. Ha subito restauri e modifiche nel 1858.
Proseguendo lungo il cammino si giunge a Montaguto dove si trova la fontana detta “del ponte di Sofia”, tra Savignano e Montaguto, lungo il fiume Cervaro. Deve il suo nome alla tragica morte di una giovane di 22 anni uccisa per mano del marito geloso.
Proseguendo lungo la strada si trova la Fontana della valle del Cervaro, sita nel territorio di Montaguto (Av). La fontana costituiva un importante punto di incontro per i viaggiatori. Oggi è inglobata in un edificio attiguo ad un bar.
Strettamente legata alla Taverna del Ponte vi è la monumentale Fontana Borbonica, edificata nel 1734 in marmo di travertino per volere di re Carlo III di Borbone si trova proprio a pochi passi dalla taverna e dal ponte sul fiume Cervaro.la sua funzione era correlata proprio alle attività di cambio dei cavalli della vicina stazione di posta, il cui ingresso principale dista solo pochi metri. Pregevolmente strutturata come un grande parallelepipedo, presenta alla base delle lunghe vasche destinate all’abbeveramento dei cavalli ed alimentate da cannelle decorate con mascheroni. Restaurata nel 1836, la fontana aveva un grande stemma dei Re delle Due Sicilie, purtroppo rubato nel 2001.
Di fontane minori si parla in alcuni studi, ma ormai esse sono in rovina o non più visibili a causa dell’incuria o della vegetazione.
Nessun commento:
Posta un commento